Ripresentazione del volume "Il Convento della Purificazione di Arona (1590 - 1811)"

Giovedì 23 maggio il Gasma ripeterà la presentazione del volume IL CONVENTO DELLA PURIFICAZIONE DI ARONA (1590 -1811), dato alle stampe nel dicembre scorso.  La reiterazione dell’iniziativa ha lo scopo di ampliare la diffusione della storia della Congregazione della Purificazione e la diffusione della pubblicazione. E ciò si è fatto anche lontano da Arona (il 2 febbraio a Novara) e si farà ancora a Gozzano il 23 maggio. L’evento, aperto a tutti gli Aronesi e gratuito, si terrà alle 16.30 nella Sala del cortile dell’Istituto Marcelline di Arona con modalità differente, ossia con la proiezione in Power Point di una serie di immagini commentate dal presidente Carlo Manni.  Al termine Le Suore Marcelline saranno liete di offrire un brindisi ai presenti.

Le Suore della Purificazione, spesso confuse con le monache di clausura della Visitazione di via S Carlo, allontanatesi da Arona nel 2014, sono antesignane in molti sensi delle Marcelline ed è per questo che si è pensato di utilizzarne la sede. Infatti fin dal 1590 rappresentarono un’eccellenza per la città, ospitando in collegio e istruendo numerose fanciulle di nobile o facoltosa famiglia provenienti perfino dal Milanese e inoltre facendo scuola gratuitamente alle ragazze del borgo. (Anche le Marcelline inizialmente tenevano ad Arona un collegio femminile  e anch’esse non sono religiose di clausura)

Inoltre le Suore della Purificazione risiedettero nel cuore della città, nell’isolato tra il Prato Oliveto (piazza S. Graziano), i mulini e la contrada di S. Carlo (oggi corso Cavour), proprio a cento metri dall’attuale Istituto (foto dall’alto).

L’archivio conventuale non esiste più e solo con esplorazioni a largo raggio in altri archivi storici pubblici e privati una decina di soci del GASMA, lavorando multidisciplinarmente per oltre due anni, è riuscita a trovare documenti indiretti, atti notarili diretti, testimonianze scritte e a studiare le mutate strutture architettoniche utili per ricostruire una ‘storia’ dell’istituzione

Gli articoli contenuti delle 344 pagine sono i seguenti: Silvia Gadina e Carlo Manni “… in umbilico Oppidi Arone…”. Ubicazione del convento della Purificazione;  Silvana Bartoli, Le Vergini della Purificazione di Maria Vergine; Sergio Monferrini, Anello, giglio e crocifisso. Le Vergini della Purificazione di Arona; Giacomo Fiori, La congregazione della Purificazione e i gesuiti: una filiazione occulta (ma non troppo); Ivana Teruggi, Dialogo tra muri vecchi e muri nuovi per un meraviglioso sogno educativo. Fasi edilizie del convento della Purificazione di Arona- 1590 – 1812; Antonio Zonca, Il patrimonio del collegio della Purificazione di Arona; Giovanni Di Bella, Gli anni del giacobinismo ad Arona nel “manoscritto” di una suora della Purificazione; Alessandro Alganon, Gli edifici dell’ex convento dal 1811 ad oggi.  La presentazione però si dipanerà secondo la cronologia dei due secoli, in maniera rapida e semplice. ( Foto Copertina)

Le suore nacquero e crebbero sotto la protezione  di Margherita Trivulzio Borromeo, zia di S Carlo, e del Cardinal Federico, figlio di Margherita; furono sostenute dai Gesuiti aronesi, loro padri spirituali e dal clero aronese. Seppero gestire molto bene i loro proventi così da acquistare progressivamente le case dell’isolato in cui nacquero e da innalzarne altri piani. I progressivi ingrandimenti  illustrati in alcune planimetrie appositamente elaborate, danno conto di oltre due secoli di intenso impegno non solo spirituale, ma anche materiale e pratico, poiché le madri si confrontavano col mondo ogni giorno, non praticando la clausura, ma un apostolato attivo. Spicca comunque nella pianta del loro convento la presenza di una chiesa aperta anche ai laici, che fu poi sconsacrata a inizio ‘800. E’ quella insospettabile che gli Aronesi potranno riconoscere per le alte e arcuate volte nel bar della Ruga di via C. Battisti. E nella sala di accesso alla biblioteca civica c’era l’aula scolastica dove apprendevano a leggere e a scrivere le giovani di Arona; nel cortile interno delle bottegucce del corso  e nel cortile della biblioteca che allora non erano divisi si sviluppava un ampio chiostro conventuale; nei due piani superiori, affacciate al cortile, due lunghe maniche accompagnate dal rispettivi corridoi ospitavano le camere delle educande e delle suore lontane dagli occhi indiscreti. Numerose erano poi le immagini di Maria entro delle cappellette ed altro (S LUIGI GONZAGA), purtroppo oggi rovinate.

In età napoleonica infine, nonostante la loro opera meritoria, esse furono cacciate al pari di altre congregazioni e di loro rimase solo quel grande complesso conventuale riconoscibile con difficoltà, perché lottizzato e privatizzato a favore di Comune, Dogana, imprenditori, ecc. In esso si scoprono però ancora oggi strutture architettoniche ed elementi defunzionalizzati (volte, locali, corridoi claustrali, navata dell’oratorio, specola, dipinti sacri ecc.). Le principali trasformazioni portarono soprattutto alla strutturazione di attività commerciali, quali - a cavallo tra fine ‘800 e metà  ‘900 - il mobilificio Fratelli Pirola, degno a sua volta di un’ampia illustrazione fotografica per gli abbellimenti praticati nella omonima palazzina e nei relativi cortili. (Foto ex convento )

Questi sono i luoghi in cui si svolsero anche alcune vicende direttamente descritte nel testo  che meritano di non essere dimenticate (alloggiamento di soldati, cerimonie religiose, visite pastorali, ecc.)

                                                                                                          GASMA

 

 

Rec tel 0322 44537  Carlo Manni

Luogo:
Sala del cortile delle Marcelline - Ore 16.30

Organizzatore:
GASMA Arona

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